Razze: Il Pastore Della Beauce o Beauceron

Oggi, dopo un lungo periodo di pausa (forzato) torno a scrivere di cani, e per festeggiare (?) ho deciso di parlare della mia razza del cuore: il Beauceron.

Berger de Beauce, Bas Rouge, Beauceron, tre nomi per un solo cane le cui origini risalgono alla preistoria. E’ quasi certo che il Beauceron discenda dal Canis Palustris i cui reperti fossili sono stati ritrovati nelle paludi del Jura francese; dal Medioevo ci arriva notizia di un grosso cane dal manto scuro e d’aspetto lupino, utilizzato dai contadini francesi come guardiano di bestiame e proprietà.

311mkckMa i primi cenni storici sicuri ce li da l’abate Rozier nel suo “Cours d’agricoulture” del 1809.

Nel trattato sono descritti due tipi di cane da pastore: uno a pelo lungo, utilizzato per condurre il bestiame al pascolo, ed uno a pelo corto di cui si parla in questi termini ” un mastino robusto, agile, ardito, con occhi e narici nere, labbra di un rosso oscuro, denti affilati, voce grossa e tonante, capace di attaccare e abbattere un lupo”. I due cani sono rispettivamente il Briard ed il Beauceron.

All’epoca le due razze  erano complementari ed é sempre Rozier a descriverci le loro funzioni: ” nelle regioni pianeggianti, collinari e nei sentieri di transumanza il cane di Brie é quello che viene utilizzato. Gli vengono affiancati possenti mastini generalmente nero focati e con un carattere particolarmente feroce.”

Nel XIX secolo, quindi, Briard e Beauceron collaboravano; il primo conduceva il bestiame, il secondo lo proteggeva.

Le cose cambiano con la progressiva diminuzione del lupo nelle zone centrali della Francia; a quel punto il Briard rimane nelle pianure, mentre il Beauceron finisce a lavorare ai piedi delle montagne, la dove i lupi si sono ritirati. Ma le montagne hanno già i loro “custodi” (vedi il Patou ad esempio), cosi’ il Bas Rouge cambia funzione e diviene essenzialmente un cane da conduzione.

C’é da precisare che all’epoca i nomi “Briard ” e “Beauceron” erano utilizzati peincipalmente dai contadini; solo alla fine del XIX secolo vennero ufficiliazzati.

Nel 1911 nasce il club di razza “Club Amis Du Beauceron”.

Durante la Prima Guerra Mondiale il Pastore di Beauce viene utilizzato come staffetta, sentinella, cane da traino, e cane da ricerca (per ritrovare i feriti sui campi di battaglia).

Scoperte le sue molteplici capacità diviene, in Francia, il cane da utilità per eccellenza.10175944_457911051019533_7809805497133603045_n

 

Lupoide mesomorfo, di taglia medio-grande, di colore nero focato (chiamato Bas Rouge ovvero “calze rosse”) o  merle (detto “arlecchino”) il suo fisico asciutto e muscoloso ne fa un cane sportivo, agile, resistente con un immenso bisogno di attività fisica…quotidiana. Se non avete tempo per portarlo a fare lunghe camminate all’aria aperta, se pensate che un giardino possa bastargli…prendete un’altra razza!!

Il Beauceron é un cane da lavoro! E come tale ha bisogno di un padrone consapevole.

Perché lui, il Bas Rouge, ha bisogno di sfogarsi e se non ne ha la possibilità:

1 si sfoga da solo…sfondandovi casa.

2 si intristisce e diviene la pallida ombra di cio’ che dovrebbe essere.

Ricordatevi che é un’atleta e che ha bisogno di fare qualcosa…qualunque cosa.

Il Beauceron é un cane che va forte in tutte le discipline sportive, pur avendo i suoi limiti:

– UD, Ring, Mondioring, Obedience, Agility, Pistage, Canicross..il Beauce sa fare tutto! Non va a 300 all’ora come un Malin o un Border, non scatta ai comandi come un PT, ok…pero’ é un cane che ama mettersi alla prova.

dscf3910E non dimentichiamoci lo sheepdog, o qualunque altro lavoro su bestiame; la sua memoria di razza é ancora fresca, anzi freschissima, visto che in Francia é ancora utilizzato come cane da pastore.

Insomma se volete un Beauceron mettetevi in testa di fargli fare qualcosa; non amo ripetermi, ma credetemi, se non avete tempo, se non siete persone moooolto dinamiche, prendete un altro cane!

Anche perché una volta portato a casa un cuccioletto, tempo due giorni, vi direte “ma chi me l’ha fatto fà?”.

Perché il Pastore di Beauce ha un caratterino di m….ha un caratterino niente male.

Testardo ai limiti del sostenibile, indipendente, un filino arrogante vi darà del filo da torcere da subito. Anzi da subito no, dategli giusto un paio di giorni per ambientarsi; un consiglio: quei due giorni li godeteveli, perché per i successivi 10-12 anni sarà un delirio costante.

Il Beauceron ha un carattere forte, anzi fortissimo, é il classico cane che se gli dici “sul divano no!”, lui sul divano prova a salirci 80 volte al giorno! Perché? ma perché lui é fortemente gerarchico e ha bisogno di una guida per sentirsi sicuro ed appagato; pero’ il grado di “capo” bisogna meritarlo, quindi il Beauce testa il padrone…24 ore su 24, 365 giorni l’anno!DSC_0032 [800x600]

Levatevi dalla testa l’idea di “dominare” il cane con la forza perché é una tecnica che non vi porterà a niente, soprattutto in questo caso: il Beauceron non tollera urlacci, o peggio, calci e compagnia. I francesi dicono che bisogna avere “un pugno di ferro in un guanto di velluto”, sono perfettamente d’accordo. Il padrone ideale per questo cane deve avere un forte carisma, deve conquistarsi la stima e la fiducia del suo compagno a quattro zampe; solo cosi’ puo’ sperare di instaurare con lui un corretto rapporto di collaborazione.

In ogni caso é bene ricordarsi che questa é una razza indipendente e poco ma davvero poco docile. Se vi piace il cane coccolone e appiccicoso rischiate di rimanere delusi; anche se siete riusciti  a guadagnarvi il suo rispetto ( e di conseguenza il suo affetto) il vostro Beauce se ne starà sostanzialmente per gli affari suoi; vi seguirà per casa ( per assicurarsi che stiate bene) ma resterà in un angolo, silenzioso e discreto; e la notte potrebbe decidere di dormire nel corridoio o davanti alla porta di casa pur avendo la possibilità di risposare in camera  vostra; non aspettatevi che scatti ai vostri ordini, anzi, armatevi di pazienza (infinita pazienza)…obbedire non é proprio il suo forte!

Il Pastore di Beauce é un cane rustico, abituato da secoli a gestire il bestiame da solo; in tutto questo tempo ha sviluppato una grande fiducia nelle proprie capacità, per questo motivo, spesso, tende a fare di testa propria.

L’atteggiamento nei confronti dei suoi simili dipende. Con i cani estranei va difficilmente d’accordo; tra due maschi é guerra quasi assicurata, tra due femmine é guerra…punto! Occhio perché le femmine sanno fare le stronze anche con i maschietti a riprova che la storia “la femmina é più dolce e remissiva” é una balla megagalattica (e io ne so qualcosa).

Con i cani del proprio nucleo familiare invece é tutto il contrario. Anzi il Beauceron preferisce nettamente sentirsi parte di un branco, tanto che lega con ogni animale di casa, gatti compresi.

Come dicevo il Beauceron é un cane rustico, anzi, siamo sinceri…lo era!

Negli ultimi 20 anni (circa) si é assistito a un lento, lentissimo ma progressivo cambiamento.

Oggigiorno non é raro sentir dire che “esistono differenti tipi di Beauceron”…questa é un’altra balla..supermegagalittica!

La verità é che il Pastore di Beauce, quello vero, nel ventunesimo secolo, non piace più a nessuno.

CIMG3653 modNon é abbastanza piccolo per fare il cane da borsetta, non é sufficientemente grande per attirare i fan dei cagnoni, non ha la faccia da tenero peluche, non ha fama da “kanekattivo”; lui é un peso medio, col pelo corto ed ispido, il naso puntuto, le orecchie floscie ed un carattere impossibile. Aggiungiamoci che nel suo paese d’origine é considerato un “cane da contadini” e che nel resto del mondo non é proprio considerato perché lo conoscono in 4 gatti…roba da far saltare di gioia gli allevatori!

E cosi’ si é studiata la soluzione perfetta (per i suddetti allevatori): invece di tentare una valorizzazione della razza, che di qualità ne ha sempre avute da vendere, si é pensato bene di modificarla per renderla un po’ più commerciale. Per fortuna qualcuno ha resistito e continua imperterrito ad allevare cani “old style” (nel più totale anonimato visto che non se lo caga nessuno) ma la maggior parte ha smanacciato qua e la distruggendo secoli di selezione.

Cosi’ oggi vai nell’allevamento straconosciuto e ultratitolato e ti ritrovi davanti dei simil Rottweiler col carattere di un Cavalier King Charles. Ci si é sbattuti ad accoppiare e riaccoppiare per ottenere soggetti sempre più grandi e imponenti, perché un Beauce di 40 kg fa la sua porca figura ma uno di 60 ne fa ancora di più! Pero’ un cane di 60 kg con un carattere di merda é praticamente improponibile cosi’ si é pure lavorato come dei matti per smussare la testa di cocco tipica della razza fino ad ottenere un simpatico cagnolone festaiolo gestibile pure da mia nonna in carriola. Ecchisenefrega se sti cani sono a rischio displasia, fuori standard e inutili per qualunque tipo di lavoro, chissenefrega se di fronte ad una pecora si pisciano addosso dalla paura o se offrono il caffé al ladro entrato in casa…la gente vuole potersi vantare su feisbuc del proprio cucciolo “che a 4 mesi pesa già 30 kg”!!!

E non é il solo problema a cui é confrontata la razza; potrei parlare della drastica diminuzione di conduttori disposti ad utilizzare un Beauceron in Ring, Mondioring, IPO ecc…un po per lo strapotere del Malinois, un po perché non esistono delle vere e proprie linee da lavoro e chi vi dirà il contrario mente!

Potrei parlare dei “truffatori” che raggirano la gente cercando di vendere dei cuccioli arlecchini ad un prezzo più alto rispetto ai fratelli nero focati con la scusa che sono più rari. Un’altra balla! Il Beauceron arlecchino era raro 50 anni fa, ergotoggi il numero di arlecchini e nero focati si equivale!!!

Potrei parlare di chi racconta che il “vero Beauceron”, il Beauceron rustico é quello da 60 e passa kg, mentre il “tipo” di peso inferiore é stato selezionato successivamente per farne un cane da sport (da qui la favola che esistono differenti tipologie di Beauceron). Io sta gente la inviterei a fare un giro nelle campagne francesi, nelle fattorie, per vedere se riescono a trovarmi un cane che superi i 40 kg.

Potrei parlare di tutte queste cose qui e di altre ancora, ma preferisco parlare di lui, del Beauce, del gentiluomo campagnolo, coi suoi due speroni tanto tipici, coi suoi occhi nocciola..lui che é sopravvissuto ai lupi, alle guerre, saprà sopravvivere anche all’idiozia umana.

Da qualche parte, in una fattoria di campagna, addormentato in una stalla, il naso nascosto nella paglia ci sarà sempre un Beauceron, forte, fiero, testardo, pronto a dare la vita per il suo branco.

N.d.a. nonostante lo standard riconosca solo il nero focato e l’arlecchino, il Beauceron in origine aveva un più ampia gamma di colorazioni: si andava dal nero integrale, al fulvo carbonato, al blu focato e marrone focato (gli ultimi due sono stati ereditati dal Dobermann di cui il Beauce é un antenato). Cani di questi colori nascono ancora ma non possono avere pedigree.

Fino a qualche anno fa le foto avrebbero mostrato solo cani con orecchie erette, questo perché c’era la consuetudine di tagliarle. Grazie all’abolizione del taglio possiamo ammirare il Beauceron con le sue belle padellone ad aliante, alla faccia di chi dice che cosi’ ha un aspetto meno fiero. Come se la fierezza di un essere vivente risiedesse nelle orecchie…

STANDARD F.C.I.1205_526798007354178_148795725_n

ORIGINE: FRANCIA
UTILIZZO: Cane da pastore e da guardia
CLASSIFICAZIONE:Gruppo 1 – Cani da pastore e da bovari (esclusi bovari svizzeri). Sezione: 1 – Cani da pastore. Con prove di lavoro

La storia – Il cane da pastore è certamente una delle razze animali che più ha contribuito alla salvaguardia dell’Uomo. Fin dai lontani tempi in cui l’uomo prese coscienza della sua capacità creativa e migliorò le sue condizioni di vita con il fuoco, la caccia, l’agricoltura e l’allevamento, il cane era già presente ed indispensabile.
Il Pastore della Beauce (conosciuto anche come Beauceron o Bas Rouge) rientra fra le piu antiche razze francesi, diretto discendente del famoso “Canis familiaris palustris”, ha certamente un’origine comune con le differenti razze da Pastore.
A partire dal XVII° secolo gli studiosi, gli scrittori e i veterinari narrano di due razze da pastore: un mastino ed un cane da pianura, di quest’ultima parla anche l’abate Rozier nel 1809. I naturalisti del XVIII°secolo: Buffin, Line; Curier e gli zoologi del XIX° secolo Cornevin, Pierre Megnin, Paul Dechambre e altri ancora ritenevano che dal robusto ceppo che i paleontologi hanno definito sotto il nome di “Cane delle Torbiere”(Cane familiaris palustris) i cui resti sono stati rinvenuti principalmente nelle zone lacustri dei Jura francesi.
Nel 1863 Pierre Megnin distingue due razze da pastore: una a pelo lungo (il Pastore della Brie) e l’altra a pelo corto il Pastore della Beauce.
Il loro aspetto era ben lontano da quello dei soggetti attuali: avevano il muso più fine, le orecchie mozzate e diritte, il pelo di media lunghezza duro ed un folto sottopelo, tracce di focature sopra gli occhi, sotto la mandibola, sulle spalle e sulle estremità delle quattro zampe che suggerì agli allevatori di allora di chiamarli “Bas Rouge” (calze rosse), nome ancora in uso in alcune regioni francesi dove le tradizioni permangono vive.
Nel 1894 il trattato”Razze Canine”del conte Henry de Byladt fa menzione del Beauceron con disegni di gran qualità che raffigurano già l’attuale Pastore della Beauce: è questo uno dei testi più antichi che rappresentino il Bas Rouge

ASPETTO GENERALE:
Il Beauceron è un cane di taglia grande, solido, rustico, potente, ben costruito e muscoloso, senza pesantezza.
PROPORZIONI IMPORTANTI:
Il Pastore della Beauce o Beauceron è un cane mediolineo. La lunghezza del corpo, dalla punta della spalla all’estremità della natica, deve essere leggermente superiore all’altezza al garrese.
La testa è lunga 2/5 dell’altezza al garrese.
La larghezza del cranio e l’altezza della testa sono leggermente inferiori alla metà della lunghezza della testa. Il cranio e la canna nasale sono di eguale lunghezza
COMPORTAMENTO/CARATTERE:
È un cane con un impatto franco e senza paura.
L’espressione è libera; non è mai cattivo né pauroso o inquieto.
Il carattere del Beauceron è saggio e ardito.
È un cane dalle molte qualità: intelligente, instancabile nel lavoro, di grande tempra e sensibilità, devoto e sincero, fiero e coraggioso ma non impulsivo, equilibrato e di grande adattabilità. Tutte queste caratteristiche hanno permesso il suo utilizzo in numerose attività: oltre alla conduzione di mandrie e di greggi è stato utilizzato durante le due Guerre Mondiali come portaordini e cercatore di mine.
In Francia è oggi molto diffuso il suo utilizzo come cane “poliziotto”. Come tutti i cani pastore ha bisogno di movimento e di uno scopo sociale nella sua vita. L’addestramento e un’attività sportiva ne rafforzano il carattere e l’equilibrio.
E’ infatti utilizzato con successo in molte discipline sportive: Utilità e Difesa, Obedience, Agility, Prove di lavoro su mandrie e bovini, Protezione Civile e Pet Therapy.
TESTA:
La testa è ben cesellata con linee armoniose. Deve essere proporzionata al corpo. Vista di profilo, linee del cranio della canna nasale sono sensibilmente parallele.
REGIONE CRANICA:
Cranio: piatto o leggermente arrotondato da un lato all’altro. Il solco mediale è poco accentuato, la cresta occipitale è visibile sulla sommità del cranio.
Stop: poco pronunciato, ad uguale distanza all’occipite e l’estremità del muso.
REGIONE FACCIALE:
Tartufo: ben sviluppato in rapporto al muso, mai diviso e sempre nero.
Muso: né stretto né appuntito.
Labbra: chiuse e sempre ben pigmentate.
Il labbro superiore deve coprire quello inferiore in modo netto. Alla loro unione, le labbra devono formare un leggero principio di “tasca” che deve essere ferma.
Mandibola, denti: Dentatura forte, con chiusura a forbice
Occhi: Orizzontali, di forma leggermente ovale. L’iride deve essere sempre marrone scuro, e comunque mai più chiaro di un nocciola chiaro. Per la varietà arlecchino è ammesso l’occhio vairone.
Orecchie: Attaccate alte. Sono portate diritte se tagliate,se non amputate devono presentarsi piatte e piuttosto corte. La lunghezza dell’orecchia integra deve essere eguale alla metà della lunghezza della testa.
COLLO:
Molto muscoloso, di buona lunghezza, raccordato armoniosamente con le spalle.
CORPO:
Tronco: Il dorso deve essere diritto. La regione lombare è larga e molto solida. La groppa è un poco inclinata.
Garrese: Ben marcato.
Petto: Largo, alto e profondo, con perimetro toracico superiore di un quinto all’altezza del garrese; sterno disceso fino alla punta del gomito
CODA:
Intera, portata bassa, lunga almeno fino alla punta del garretto, senza deviazioni, formando un leggero uncino a forma di “J”. In movimento può essere portata più in alto della linea dorsale.
ARTI ANTERIORI:
Ben in appiombo, visti sia di fronte che di profilo.
Spalle: Oblique e mediamente lunghe.
Avambracci: Muscolosi.
Piedi: Forti, rotondi, compatti. Le unghie devono essere sempre nere. I cuscinetti sono duri ma contemporaneamente elastici.
ARTI POSTERIORI:
Bene in appiombo visti sia di profilo che posteriormente.
Cosce: Larghe e muscolose.
Garretto: Forte, disceso non troppo vicino al suolo, deve essere a circa 1/4 dell’altezza del cane al garrese, formando con la gamba un angolo ben aperto. I metatarsi sono quasi verticali, leggermente arretrati rispetto alla punta della natica.
Piedi: Forti, rotondi, compatti.
Speroni: Per tradizione, i pastori sono tenuti a conservare i doppi speroni. Gli speroni devono essere ben separati gli uni dagli altri e con unghie, molto vicini ai piedi, assai vicini al piede.
ANDATURA:
Agile e sciolta, con gli arti ben allineati. Il Pastore della Beauce deve presentare un trotto allungato con una buona ampiezza di movimento.
MANTELLO:
PELO:
Raso sulla testa, forte, corto, grosso, fermo e aderente sul corpo di 3-4 cm di lunghezza. Le natiche e la parte inferiore della coda sono leggermente ma obbligatoriamente frangiate. Sottopelo corto, fine, denso e soffice, di preferenza grigio scuro, molto serrato, che non si deve vedere attraverso il pelo del mantello.
COLORI:
A: Nero focato(bicolore) o bas rouge (dal francese calze rosse), non rosso, con il colore nero deciso, e il colore delle focature rosso scoiattolo.
Le focature devono disposte come segue:
a forma di “pastiglie” al disopra degli occhi;
sulle parti basse del muso,che vanno progressivamente diminuendo sulle guance senza mai arrivare al disotto delle orecchie;
sul petto è preferita la presenza di due placche;
sotto la gola;
sotto la coda;
sugli arti si estendono ai piedi , ai polsi e si perdono progressivamente risalendo, senza tuttavia superare più di 1/3 dell’arto, un poco di più nella parte interna.
B: Arlecchino: grigio e nero con focature (detto anche tricolore). Il manto è ripartito in parte uguali per il grigio ed il nero o macchie più nere o più grigie, con macchie sempre ben sistinte. Medesima disposizione del nero o bicolore per quanto riguarda le focature.
Pochi peli bianchi sul petto sono tollerati.
TAGLIA:
Maschio: da 65 a 70 cm al garrese.
Femmine: da61 a 68 al garrese.
DIFETTI:
Tutto ciò che fuoriesce da quanto sopra è da considerarsi difetto e pertanto penalizzato in funzione della sua gravità.
DIFETTI DA SQUALIFICA:
Cane aggressivo e molto pauroso.
Taglia fuori dei limiti dello standard.
Costituzione debole.
Occhio troppo chiaro o vairone (tranne che per l’arlecchino).
Tartufo,di altro colore che nero.
Prognatismo superiore o inferiore.
Mancanza di molari.
Orecchie non corrispondenti alla descrizione
Angolazionie difettose .
Arti anteriori che presentano un eccessivo panardismo.
Sperone semplice o totalmente assenti agli arti posteriori.
Coda corta o arrotolata sul dorso.
Mantello: colori e tessitura diverse da quelle definite nello standard. Assenza totale di focature. Pelo irsuto. Netta macchia bianca ben visibile sul petto.
Varietà arlecchino: troppo grigio, nero da un lato grigio dall’altra, testa tutta grigia (assenza di nero).
N.B.: I maschi devono avere due testicoli d’aspetto normale completamente discesi nello scroto.

 

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About bastardog

Nata a Genova nel 1985, da sempre appassionata di animali ed in particolare di cani, vivo attualmente in Francia, paese in cui ho passato una formazione di istruttrice cinofila; detengo un diploma ASCCI ( Agent de sécurité Conducteur de chien d'intervention ). Sto inoltre seguendo una seconda formazione per divenire educatrice cinofila, che, se tutto va bene, terminero' verso la fine dell'anno.

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